La Galleria Orenda mutua il suo nome dal concetto di "sorgente di vita" della filosofia dei nativi americani, opera dal 2008 a Parigi in Rue de Verneuil, nei pressi del Musèe d'Orsay in un distretto di gallerie d’arte e negozi di antiquariato e di design ed è una filiazione della prestigiosa galleria XXe Siècle e dell’omonima rivista.
Il 6 dicembre inaugura una mostra internazionale e festosa, armoniosa e luminosa, in risonanza con le parole di Picasso o Constantin Brancusi, secondo la quale "Ciò che ha davvero significato nell'arte è la gioia". Per artisti e per chi scopre le proprie opere.
Partecipano all'esposizione:
MiA Loret-Jarry,
Sophie Archambault de Beaune,
Alessandra Chiappini,
Shelley Horton-Trippe,
Édith-Laure Rostkowski.
La mostra si protrarrà fino al 14 febbraio
Presentazione
Intorno a MiA Loret-Jarry (pittrice e arteterapeuta),
Sophie Archambault de Beaune (scultrice),
Alessandra Chiappini (pittrice),
Shelley Horton-Trippe (pittrice),
Édith-Laure Rostkowski (scultrice di vetrate)
Arte e Gioia: Informazioni
La Galleria Orenda offre una mostra internazionale e festosa, armoniosa e luminosa, in risonanza con le parole di Picasso o Constantin Brancusi, secondo la quale "Ciò che ha davvero significato nell'arte è la gioia". Per artisti e per chi scopre le proprie opere.
Questa mostra è incentrata sul concetto di arteterapia. Intorno a MiA Loret-Jarry, artista e terapeuta, il cui lavoro caldo illustra il potere catartico della creatività artistica, ci sono quattro artiste il cui obiettivo è suscitare gioia attraverso l'arte e che incarnano stili e modalità di espressione molto diversi (scultura, pittura e arte in vetro colorato). MiA scrive nella sua "dichiarazione d'artista": "Da che ho memoria, ho scritto e dipinto, disegnato, per incantare la mia vita." Esercita in ospedali. Calmare le ansie, rafforzare la fiducia in se stessi, incoraggiare la resilienza e la creatività, questa è la missione dell'arteterapeuta. "Da più di 15 anni cerco di restituire alle persone che soffrono, all'interno delle istituzioni, ciò che l'arte mi ha insegnato e dato: più forte della sofferenza: gioia.
Per i quattro artisti riuniti insieme a MiA, l'arte è una fonte di libertà: Sophie Archambault de Beaune, rinomata preistorica, fece il suo ingresso magistrale nel campo della scultura nello studio degli artisti di Moret-sur-Loing. Iniziò a praticare l'intaglio diretto su pietra calcarea e poi su serpentina e alabastro. La filosofia del suo laboratorio è entrare nel materiale senza un modello in mente e lasciarsi guidare dalle mani e dalla pietra stessa piuttosto che dalla mente. È così che i suoi esperimenti archeologici hanno nutrito la sua pratica di scultrice. Trova la stessa gioia lì.
Alessandra Chiappini, italiana, con le sue composizioni eleganti ed eteree, si colloca sulla cresta di un equilibrio tra ragione ed emozione, figurazione e astrazione. Le sue opere sono inviti ai sogni, meditazioni ritmiche, attraverso le quali suggerisce senza mai forzare la linea e ci invita a sentire la poesia del mondo.
Per quanto riguarda Shelley Horton-Trippe, americana, venuta in Francia per una residenza artistica, ha trovato la libertà di attingere alla sua energia vitale, di trovare nella natura l'appacimento e lo slancio che nutrono la sua ispirazione, e di offrire acquerelli leggeri e ariosi, sempre alla ricerca di gioia, bellezza e significato.
Rappresentando la nuova generazione di artisti trentenni, la scultrice e artista di vetrate colorate Edith-Laure Rostkowski, già nota come designer di gioielli con il nome di Edilouchka, amplia la tavolozza della sua creatività offrendo sculture di luce, composizioni insolite e complesse, figurative o astratte. Reinterpreta in modo molto personale il concetto di vetro colorato laico ma spiritualmente e porta un tocco di magia a questa mostra.
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