Ocean's breath
Due anni fa Alessandra Chiappini si è diretta in Irlanda, nella baia di Ballinskelligs, per un periodo di residenza artistica di fronte all’Oceano Atlantico. Questo luogo straordinario da trent’anni accoglie scrittori, artisti e musicisti alla ricerca di una pausa dalle tante sollecitazioni della vita odierna, condividendo con la comunità rurale locale il lavoro creativo che ne deriva. Le opere esposte in occasione di questa mostra alla Galleria Biffi Arte di Piacenza sono il risultato di quell’esperienza, tramutatasi in un progetto vero e proprio il cui motivo conduttore è dichiarato nel titolo della mostra: Ocean’s breath, il respiro dell’oceano. L’impegno che l’artista ha prodigato in quest’articolato progetto è visibile allo stesso modo nel catalogo che riprende le diverse carte impiegate nelle serie di opere denominate “appunti”.
Nell’intatto paesaggio della penisola del Kerry lo sguardo si estende senza limiti tra la terra e il mare, superando le scogliere esposte ai venti di sud-ovest verso uno spazio sconfinato. Anche il pensiero si muove tra la natura selvaggia e la propria interiorità, dischiudendosi a una dimensione contemplativa dell’esistenza. In tale ambiente il moto ondoso, il vento, il percorso del sole, la sabbia e le rocce hanno generato nell’artista un intimo dizionario visivo che oggi prende vita negli articolati spazi dell’antico nevaio della Galleria.
Alcune opere pittoriche fissano su teloni in PVC usurati - un supporto che da qualche anno interessa Chiappini - il potente incontro tra gli elementi, come in Skelling Michael, la famosa isola Patrimonio dell’Umanità in cui sorgeva un antico monastero. Un tessuto domestico di recupero disputa lo spazio con la pittura e lo stucco usato a spatola in una composizione aerea, mossa, alla stessa maniera di Terra e mare e aria e Tra finito e infinito. L’incedere del sole nella baia è il soggetto rappresentato nelle due varianti di Ring of Kerry, e se nella prima il supporto scelto ha quasi le proporzioni di un quadrato perfetto, nella seconda si sviluppa su cinque tele in successione che scandiscono ulteriormente il ritmo dell’astro tra cielo, oceano, rocce. Chi frequenta abitualmente l’opera dell’artista piacentina sa che nei concetti di Natura - come forza archetipica - e Tempo - dalla tradizione greca che lo tripartisce in Chronos, Aiòn, Kairòs[1] -, rappresentati implicitamente in questi lavori, si trova la radice di gran parte della sua ricerca.
In quei momenti di isolamento e contemplazione nascono in secondo luogo una serie di installazioni che onorano la sacralità del Creato. Diverse tipologie di conchiglie sono raccolte sulla spiaggia e disposte sopra rocce di ardesia - primitive are votive - con un andamento che ricorda il segno lasciato dall’onda sulla sabbia. Questa forma di land art contemporanea, che include un insieme di tracce naturali di alghe e rena, è documentata attraverso il mezzo fotografico, elaborata digitalmente e infine stampata su diverse carte con interventi a grafite. Nasce così la preziosa serie Ocean’s breath: appunti.
Sempre le conchiglie offrono lo spunto per tornare a lavorare sulla grande dimensione e la tela sgualcita consente al soggetto di assumere dimensioni monumentali in Ostrakon[2] I II, e III. Qui, vortici di garza e tessuto colorati in tenui sfumature sono applicati al supporto creando un potente volume, quasi tridimensionale, messo in maggior risalto da uno sfondo neutro o nero. Tali enormi involucri ricordano gli ingrandimenti al microscopio dei Foraminiferi, organismi minuscoli, formati da una sola cellula che comprendono specie che vivono quasi esclusivamente in mare, sui fondi oceanici. I loro piccolissimi scheletri hanno dato origine, nella successione geologica, alle grandi montagne del nostro pianeta. Alessandra Chiappini dedica una serie di sculture in fil di ferro e carta pergamena[3] a questi protozoi fossili, sintetizzando il loro guscio calcareo in varie lamelle che si generano una dopo l'altra. Questi organismi hanno contribuito alla nascita delle sue amate Dolomiti e divengono così quella connessione tra le profondità marine del Kerry e le vette montane, soggetto di tanta sua pittura.
Un dipinto precedente la residenza, dal titolo La notte cade scintillando (2022), possiede l’essenzialità dello stile del grande poeta Wallace Stevens, a cui si ispira, e reca in sé il senso del presente, dell’istante quando i bianchi e vibranti segni dello stucco si infrangono su di uno sfondo profondo e calmo. Una platonica interferenza nel ritmo espositivo che idealmente chiude la rassegna.
M. Chiara Cardini, estate 2024
[1] Semplificando: chronos il tempo in relazione alla vita umana, aiòn il tempo assoluto, kairòs il tempo presente, l’istante.
[2] Dal greco “conchiglia, guscio”.
[3] La serie Foramifera.