oltre il paesaggio
L’idea che mi preme esprimere, e che cerco da una vita, è quella dell’unità del tutto.
Ciò che mi entusiasmava in Nietzsche, il superamento della coscienza di individuo separato dal resto della natura, è ciò che mi affascinava nella cultura nei nativi americani, o in Thoreau, o in Heidegger, lo ritrovo meravigliosamente espresso nel Tao:

Qualcosa di misterioso e di perfetto esisteva
prima della nascita del cielo e della terra.
Silente, incommensurabile,
solitario, immutabile,
in continuo movimento,
è la madre dell’universo noto,
e di quello ignoto.

Non conosco il suo nome, quindi
lo chiamo Tao.
Se dovessi descriverlo potrei solo dire:
“E’ grande”.

img25 02

Dall’estasi tragica del dionisiaco, a quella quieta quieta del Tao, è comunque ex-stasi, silenziosa e solitaria contemplazione del tutto, che poi sembra avvicinarsi al nulla, e che implica la vastità, la semplicità, e la materia.

Una materia che dia l’idea del molteplice, che ho cercato tanti anni fa’ nel fango e poi nel collage e che ora trovo nel rilievo della pittura in modo indistinto ma vivente, come un sussurro.

Mi sono concentrata sul tema del deserto perchè mi piace contemplarne la vastità e la potenza, osservando i rilievi delle rocce che alludono alle ere geologiche trascorse, e quindi è adatto ad esprimere l'idea del tempo e dello spazio, così come la rosa del deserto, che si forma per aggregazione di cristalli, proprio come i miei lavori si formano immaginando un'idea e dandole corpo.

 

Il presente sito si avvale di cookie necessari al funzionamento dello stesso ed utili alle finalità illustrate nella Privacy Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione, il Visitatore del sito acconsente all’uso dei cookie. Per saperne di più e/o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la pagina contenente la Privacy Policy.